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La stanza del mistero


di Membro VIP di Annunci69.it Pirandello32
15.07.2026    |    9    |    0 6.0
"Era fatta di silenzi, emozioni e piccoli dettagli che sarebbero rimasti impressi nella memoria..."

La notte era iniziata come un gioco tra due persone che si conoscevano profondamente.
Lui aveva preparato tutto con cura: una stanza lontana dalla confusione, luci soffuse, musica appena percettibile e quell'atmosfera sospesa che sembra appartenere soltanto ai momenti che non si vogliono dimenticare.
Lei lo guardava con curiosità.
«Hai qualcosa in mente, vero?»
Lui sorrise senza rispondere.
Quel sorriso era la risposta.
C'erano momenti nella vita in cui le parole diventano quasi inutili. Bastano uno sguardo, un gesto, una promessa fatta senza essere pronunciata.
Quella sera per loro significava uscire dalla normalità e lasciarsi sorprendere.
Quello che lei non sapeva era che la stanza custodiva già un segreto.
Una presenza silenziosa aspettava nell'ombra.
Un uomo senza nome.
Non era lì per essere protagonista, ma per diventare parte di un ricordo che avrebbe avuto un posto particolare nella loro storia.
Quando la porta si chiuse alle loro spalle, il mondo esterno sembrò sparire.
Niente telefoni.
Niente rumori.
Nessuna distrazione.
Solo quella stanza e le emozioni del momento.
Lui le prese la mano e la guardò negli occhi.
«Ti fidi di me?»
Lei sorrise.
Non era una domanda nuova.
La fiducia tra loro era sempre stata la cosa più importante.
E quella sera più che mai.
La bendò con un foular di seta, iniziò a spogliarla e piano piano leccava i suoi capezzoli che diventavano sempre più duri, mentre l'altro dietro la porta guardava.
Poco dopo inizia con la lingua a leccare tutto il suo copro fino ad arrivare al clitoride...lei gemeva e si sentiva sibilare dolcemente continua ti prego perché sto godendo.
Il marito continuava con la lingua sentendo il suo gusto, poi di colpo decise di alzarsi e mettere il suo pene lentamente nella sua figa, lei inizio davvero a urlare di piacere.
Poco dopo, il mistero iniziò a prendere forma.
Lei non poteva vedere tutto ciò che accadeva intorno a lei, ma proprio questo rendeva ogni istante più intenso. La mente iniziava a riempire gli spazi vuoti, creando immagini, domande e possibilità.
Cosa sto provando?
Cosa mi stanno facendo?
Il fascino non era nella risposta.
Era nell'incertezza.
Il marito guarda l'uomo dietro la porta che ancora guardava con desiderio, fa un cenno con la testa e lui si avvicina sempre lentamente si appoggia sul letto, lei inizia a sentire quattro mani, e inizia a intuire e capire che non sono più soli, il desiderio l'immaginazione pervade ancora di più la sua mente.
Quell'uomo dietro la porta inizia a leccare i suoi capezzoli,mentre il marito le mette il cazzo in bocca, quei capezzoli così duri e quella figa così bagnata faceva capire che lei stesse godendo come non aveva mai goduto, poco dopo lei sempre bendate chiede di essere penetrata, il marito sempre con cenno del capo e in silenzio comanda l'uomo di penetrare la moglie ma questa volta con forza,il pene entra lei urla "lo voglio dentro veloce e con forza" lui ripetutamente da tantissimi colpi senza fermarsi, lei inizia a bagnarsi fino a squirtare, il marito continua a mettere il suo cazzo nella bocca della moglie fino a quando tutti e tre presi dal momento dalle sensazioni e dal piacere arrivano, il marito in bocca , e l'uomo della porta in figa.
Nella sensazione di trovarsi dentro una storia che non aveva ancora un finale.
Il marito osservava sua moglie e capiva quanto fosse importante quel momento: non per ciò che è successo, ma per quello che rappresentava.
Un gesto di complicità.
Una prova di fiducia.
La scelta di vivere qualcosa fuori dagli schemi senza perdere ciò che li aveva sempre uniti.
Il tempo passò lentamente.
La stanza rimase avvolta in un'atmosfera difficile da spiegare.
Era fatta di silenzi, emozioni e piccoli dettagli che sarebbero rimasti impressi nella memoria.
Poi arrivò il momento dell'addio.
L'uomo senza nome si rivestì in silenzio.
Non lasciò un biglietto.
Non lasciò un contatto.
Non lasciò nessuna traccia.
Solo un ricordo.
Prima di uscire si fermò per un istante davanti alla porta.
Sapeva che il suo volto sarebbe rimasto sconosciuto.
E forse era proprio questo il senso del suo passaggio.
Essere soltanto un capitolo misterioso di una storia più grande.
Quando la porta si chiuse, la stanza tornò alla normalità.
Lei aprì gli occhi e guardò intorno.
Era tutto uguale.
Eppure niente sembrava più uguale.
«Chi era?» chiese piano.
Lui la guardò e sorrise.
«Qualcuno che resterà senza nome.»
Lei rimase in silenzio.
Forse avrebbe voluto una risposta.
Forse avrebbe voluto un volto.
Ma una parte di lei sapeva che il mistero era ciò che rendeva quel ricordo così particolare.
Alcune persone entrano nella nostra vita per restare.
Altre passano soltanto per lasciare una sensazione.
E a volte è proprio ciò che non possiamo conoscere fino in fondo a rimanere più a lungo nella nostra memoria.
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